
PREMESSA
Fontainebleau è un mondo magico a sud di Parigi. Un paese delle meraviglie fatto di giochi di pietra rotonda che in cambio di pelle delle dita ti restituisce un piacere di scalata unico nel genere. Anche per chi Font la conosce bene, scalare sui suoi massi disegnati dal passaggio del mare dà sempre un livello di soddisfazione di altissima qualità.
Quest'anno il crescente popolo boulder che frequenta il Vertigo ha deciso di fargli visita a Pasqua. In un viaggio che resterà nella memoria di tutti i partecipanti: una sorta di viaggio di iniziazione verso una dimensione da cui non si torna indietro. Si può solo uscire in cima...

I MAGNIFICI SETTE
La banda dei disperati -- persone le più disomogenee che si potessero mettere insieme -- era così composta:
Fulvio, detto Capo o Zio Prostata - Coordinatore
del viaggio e Autista cauto
Fede, detto Ciccio - Ruolo: Parcheggiatore estremo
(è dal '75 che non guidava)
Vibo, detto Vibo - Ruolo: Autista dal piede pesante
Aurelio, detto Abrasivo - Ruolo: Smagnetizzatore
Maurizio, detto Macio - Ruolo: E allora!
Mattia, detto Ehhh... figa! - Ruolo: Navigatore e
Sveglia
Alberto, detto Albi - Ruolo: Arbre Magique (gusto
Fontina e m...)

IL MEZZO
Un fantastico Ducato Panorama da 9 posti (detto il Mitico)
IL CARICO
Il carico a bordo si componeva di:
4 crash pad
4 casse di Baffone Morettone
3 casse d'acqua non salata (poi 1 di salata)
3 torte fatte in casa (di cui una ad elevato potere
assorbente)
10 paia di scarpette (di cui talune veramente al
limite del chimico)
Magnesite e pof a volontà
Spazzolini e spazzoloni
Guida ai blocchi di Font (incomprensibile ma
indispensabile)
Calze, mutande e 6 t-shirt
Vertigo..
IL RACCONTO
Dopo una notte travagliata alla guida del Mitico, i magnifici sette approdano a Font in un'ora assurda del mattino. Così assurda che nemmeno i bar sono aperti.. Dopo una ventina di minuti trascorsi in stato catatonico a fissare il vuoto dentro la vetrina di un negozio di parrucchiere per signora, finalmente i primi segni di vita: purtroppo provenienti dal fondoschiena di Albi... Lo stimolo è così forte che il gruppo si divide, chi alla ricerca di un po' di ossigeno chi alla ricerca di una boulangerie o un bar in grado di svegliarli come si deve.
Nella fredda mattina Bleausard, ancora buia, il gruppo fatica a contenere la gioia per essere proprio lì, cosi optiamo per andare a curiosare fra i blocchi di Bas Cuvier, il settore più noto, normalmente pieno imballato di gente durante il giorno. In un'atmosfera surreale (sono le 7 del mattino) ci aggiriamo fra i meravigliosi massi felici come bambini davanti a un gioco nuovo. E' bellissimo vedere le facce di tutti - increduli davanti alle meravigliose forme dei massi di Font. Tutti provano ad afferrare le rotondità dei massi nella fredda e umida mattina..

Ci spostiamo poi al meraviglioso bosco dei Trois Pignons. Qui porto il gruppo davanti al sasso simbolo delle strane forme di Font, il 'cane', emblema del settore Cul de Chien. La mattina è ancora fredda, il sole lambisce appena i massi e li avvolge in una luce surreale.
Qui decidiamo di scaldarci correndo un po' intorno ai massi e poi.. via con le danze!
Ancora rattrappiti dal viaggio e intorpiditi dal gelido vento del nord muoviamo i primi timidi passi sulla roccia. A Font, qualsiasi sia il tuo livello, comunque la soddisfazione è totale: le sagome delle rocce, i gesti che sei costretto a fare per saltarci sopra, l'atmosfera attorno a te.. tutto è magia.
La giornata corre via veloce e la stanchezza sale bloccando muscoli, articolazioni e tendini.. E' ora di ritirarsi e riposare un po'. Saremo qui qualche giorno, non vale la pena distruggerci da subito. Dopo qualche bella realizzazione, ci infiliamo nel Mitico e andiamo in albergo (il più economico del mondo) poco fuori Font. La sistemazione in camera penalizza i due vecchi (io e Ciccio) che non solo dobbiamo dividerci un matrimoniale minuscolo ma ci becchiamo anche come bonus l'Albi Magique che, dall'alto del suo lettino soppalcato, benedice la stanza nei primi minuti di occupazione -- benedizione che sarà con noi tre tutto il tempo, fino a quando non chiameranno l'esorcista quelli del Formule dopo la nostra partenza..

L'indomani la sveglia ha un nome preciso: Mattia Colnago, professione: rompicoglioni. La tecnica è subdola: Matti fa il giro delle camere dicendo a tutti che gli altri sono già in piedi (mentre in realtà sono tutti lì che si lamentano per i muscoli indolenziti e perchè Matti non se ne torna da dove è venuto (Bergamo, figa...)
Ci aspetta una giornata piena al Bas Cuvier, non prima di una rifocillante colazione a Fontainebleau e un salto al locale negozio di scalata (dove riesco a comprare un paio di fantastiche ballerine Boldrini, introvabili in Italia, a un prezzo eccezionale!).
Il Bas Cuvier oggi è pieno zeppo di gente. Le vacanze pasquali attirano gente da ogni angolo del pianeta. Europei, Americani, Giapponesi. L'uomo della giornata è Albi, che dopo aver stordito i suoi compagni con effetti speciali, è bello riposasto e in forma. Si conquista un paio di salite degne di nota e nel primo pomeriggio sotto gli occhi increduli degli amici sale la storica Marierose, linea tutt'altro che banale (sempre più lucida, oltretutto..). Anche Mattia non è da meno e si porta a casa una bella linea parallela alla Marierose (un 6c pare?). Aurelio si devasta sulla Marierose senza riuscire a portarsi in cima. Io sono totalmente fuso dal caldo e in più non ho chiuso occhio... Anche Vibo (detto Vibo) si distingue per uno stile sempre più pulito di scalata. Fede guadagna confidenza e lavora bene sui piedi facendo conoscenza con la storica aderenza di Font. Macio? Macio mangia, beve e fuma come un treno. E scala pure! Ogni tanto sale tutto soddisfatto su un bel masso rotondo, felice come un uovo di Pasqua..

La notte porta coniglio (dicono alcuni). Così la truppa decide (non senza un po' di resistenza da parte di qualcuno) di prendersi una pausa e fare un salto nella capitale. Fede cinge sicuro il volante del Mitico e porta i bambini in gita a Parigi! Dopo infinite strade per trovare parcheggio (il Mitico è bello alto!!), ci dirigiamo verso la Defense dove prendiamo il metro per raggiungere il Centre Pompidou. Oggi non si scala, si recupera passeggiando fra i monumenti della capitale e devastandosi di birra in un locale di Belleville insieme a Vitto, amico di Fede, giovane saviglianese che vive e lavora a Parigi da qualche tempo come fotografo.

La bella e spensierata giornata parisienne ci voleva proprio. Alle diciotto e quindici, con una testata degna di Zidane, Mattia distrugge il vetro di un quadro con un elefante a strisce bianche e nere. Salutiamo Vitto e i suoi amici e scendiamo verso il centro per un kebab prima di rientrare a Font.
Porto io il Mitico a destinazione questa volta, mentre dietro sul furgone tutti dormono soddisfatti.
La mattina è sempre tragica, specialmente quando sulla porta si piazza Mattia già alle prime luci e ti rompe le balle fino a quando non ti alzi dal letto... Oggi si scala a Franchard Isatis, bel settore molto popolato. La giornata è bellissima: siamo sempre stati fortunati con la meteo. Si scala in un bel settore, dalle linee morbide e difficili. Matti e Vibo attaccano un bel 7a+ che non riescono però a portare a casa (veramente duro...) In compenso si pelano per bene le dita..
Io, Fede e Aurelio attacchiamo un duro 6c che non lascia un muscolo a riposto. Pochissimi metri di violenza assoluta. Aure è il primo ad afferrare la presa che ti porta fuori dal masso, ma come un novello Gatto Silvestro scivola all'indietro con la pancia nuda sulla roccia dura e cruda... Le stigmate che il povero Aure si porterà dietro servono da monito per tutti: quando sei a quel punto, o esci o esci. Non si torna indietro.
Dopo diversi tentativi, infilo le magiche Boldrini e senza colpo ferire mi trovo in cima al masso. Figata!

Ci spostiamo poi alla Roche aux Sabots dove continuiamo a scalare fino all'ultimo raggio di sole. E quando il sole tramonta, Fede chiude il suo conto in sospeso con il 'cane' del Cul de Chien. La 'sudisfa' è tanta e, complice la bella luce, decido di regalargli qualche bella foto...

L'ultima serata Bleausard si conclude come al solito con fiumi di birra a parlare di f... boulder.
Prima di ritornare a casa, l'indomani, facciamo ancora un salto al Bas Cuvier. Io provo a ripetizione Corto Maltese, bellissmo masso difficile (particolarmente poi per la mia altezza non eccezionale...). Purtroppo niente da fare. Dovrò tornarci.. Matti e Albi con le ultime energie residue scalano su blocchi facili ma non banali. Aure ha due cani che gli mordono i gomiti così è costretto a stare a riposo, come Fede e Macio che preferiscono darsi ad attività alternative..
Ciao Font, è tempo di partire! Ci vediamo
presto.. Tutti abbiamo voglia di tornare presto. Ci
siamo divertiti come matti, ci siamo spaccati le
ossa e i muscoli ma siamo felici e rilassati..
Ci voleva.
Fulvio
10 Aprile 2007
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GALLERY
ALCUNI FATTI SALIENTI:
- 6 giorni totali
- 4 notti in albergo + 1 in viaggio
- 350 euro a testa
- 3000 km totali
- 36 lt di birra
- 22 lt d'acqua
- 6 lt di vino
- 4 kg di carne
- 5 buste chimiche di pasta prefabbricata
- 4 mt di nastro per le dita
- 1 barattolo di crema x rigenerare la pelle
Fontainebleau si trova a circa 80 km a sud di Parigi
E' da sempre la mecca incontrastata del bouldering europeo
Per arrivare a Font in auto o furgone dalla provincia di Cuneo ci vogliono circa 8-9 ore (considerando i severi limiti francesi)
Con un po' di fortuna e con largo anticipo si possono prenotare voli estremamente convenienti con le compagnie aeree low-cost direttamente su Parigi. Lì poi sarebbe utile noleggiare un'auto per spostarsi dalla base logistica ai vari settori
A Font si trovano persone da tutto il mondo che parlano tutte le lingue possibili. Ma quando si parla di come uscire da un masso c'è una sola lingua. Tena!!
Quando stai scalando un masso e sei allo stremo delle forze, se senti sotto di te gridare concitato 'Venga! Venga! Venga!' non sei in preda a un'allucinazione. Non si tratta di qualcuno che ti da del lei e ti esorta a scendere, bensì di scalatori spagnoli che ti incitano a salire.
Il pof (sorta di pece) è preferito alla magnesite dai locali. Ottimo per pulire gli appigli più sfuggenti
Per nessuna ragione dovresti usare magnesite liquida
Non ti aspettare di trovare una presa migliore del piattone che hai davanti alla faccia per uscire dal blocco. E' proprio il piattone che devi prendere
Scalare con i jeans non è una cattiva idea a Font..
Porta con te un po' di crema per le mani -- se preferisci compra in loco una crema specificia per le disa brasate dall'incredibile roccia abrasiva di Font
Font è duro, generalmente. Ma ce n'è per tutti i gusti e per tutte le difficoltà se sai cercare bene sulla guida
Esistono prevalentemente due guide di riferimento: una per tutti quei blocchi facili, medi e difficili e una per i blocchi difficili e durissimi
Può essere utile procurarsi una mappa della foresta domaniale di Fontainebleau con una buona scala per orientarsi fra i tanti settori e sentieri che girano intorno ai massi