Pensieri e progetti per la nuova stagione sportiva
Dalla prossima settimana inizieremo i lavori di messa a nuovo delle prese e vogliamo anche riverniciare tutte le pareti. Sistemeremo il pan gullich - che avete massacrato di trazioni quest'anno, bravi! - puliremo i travi e inizieremo la ritracciatura per la riapertura di settembre (pensiamo dalla prima settimana del mese).
Molte energie saranno spese per il raduno boulder in valle Po ma non mancheremo di potenziare la palestra e prepararla a dovere. Quando parlo al plurale, intendo naturalmente coinvolgere tutti i soci che vorranno dare una mano. Fate riferimento a me, scrivendomi al solito indirizzo email o chiamandomi al numero che conoscete.
Una novità riguarda il pannello circuiti che vorremmo ampliare e sul quale metteremo microtacche obbligate per i piedi - troppa ciccia continuare a mettere i piedi sulle zanche..
Tenete d'occhio la mail per la data di riapertura.
Buona estate a tutti
loZio
Vertigo va in vacanza
Se vuoi dare una mano anche tu, fatti vivo giovedì sera in palestra. Grazie!
Sognando la Svezia
Il punto di partenza per le nostre ricerche è stato l'interessante sito http://www.kjuge.nu/kjuge/eng/
Se la cosa potesse interessarti, contatta vibo@vertigoclimb.com
Vertigo Viking Party - The Day After
La serata è scivolata via fra improvvisazioni di ogni sorta pur di rientrare nel tema proposto dagli stronati dello staff. Fra le iniziative per arricchire la serata, una gara boulder con al posto dei soliti bigliettini ai top una serie di punizioni severissime, una slackline sulla quale in tanti si sono avventurati per battere il record di distanza percorsa (un metro e venti...), lo scambio delle parrucche vikinghe (e non) per vedere chi sembrava più deficiente. Su quest'ultimo punto devo dire che si sono distinti in molti..
E poi la chiccha della serata. Una spettacolare grigliata mista con salsiccia, capocollo, ali di pollo, peperoni, cipolle innaffiata dai migliori vini locali offerti dal nostro magico cuoco e socio benefattore del Vertigo Fabri Stecca. A lui va un applauso da minimo minimo settebipiùbarrasetteci... E che dire delle spettacolari torte per il compleanno di Serena e di Claudia? E della torta Vertigo??
Che spettacolo... tanti amici ieri sera e un cuore
unico. Quello che pulsa al Vertigo sul bordo di un
materassone quando hai le mani imbiancate dalla
magnesite, pronto per la tua lotta con il blocco che
hai davanti agli occhi. Bianco o Rosso che sia, che
cosa importa? La lotta vikinga per il top ieri sera
l'abbiamo vinta tutti..
Un saluto barbaro a tutti quelli che c'erano e quelli
che purtroppo non sono riusciti a esserci. Ci siete
mancati, voi sapete chi siete.
Ci vediamo ancora per un po' in palestra prima della
chiusura estiva.
Lo Zio.
Clicca
qui per vedere la photo gallery della
serata
Vertigo Viking Party
La serata è riservata ai soci Vertigo.
Il programma della serata l'avrete già ricevuto nell'ultima newsletter ma visto che non mi costa niente lo incollo qui sotto..
Durante la serata scatta l'iniziativa 'METTITI NEI
MIEI PANNI!'
Mai pensato come starebbe Vibo vestito da Mattia o da
TiGi?? Beh, questa è la sera giusta. Il gioco è
semplice, trova un partner e scambiatevi i vestiti...
Premi per chi fa più ridere.
PS Chi arriva ultimo si veste da
Albi....
Programma
ore 18 -- ritrovo al Vertigo e
garetta senza
pretese su blocchi tracciati dallo zio e da giova (un
ragazzo sano cresciuto a pan e gullich)
ore 20 --
viking gullich:
innovativa gara a coppie sul pan gullich
ore 21 -- grande
grigliata vikinga
e tradizionale passaggio delle mani unte sulle prese
in palestra (sponsor tecnico
L'Untura)
ore 22 -- prova di
slackline con
boccale di birra in bilico
ore 24 -- afterhour party
ore 08 --
colazione vikinga
(cioè con gli avanzi della grigliata)
ore 10 -- grandi pulizie di primavera della palestra
(sponsor
La Sporcizia)
ore 11 --
trasferta sui blocchi in valle po per
sudare via la serata precedente
Grandi apprezzamenti per chi verrà alla festa con
qualcosa di vikingo addosso (non vale portare Mattia
sulla schiena, lo porto già io).
theZio
Raduno boulder in valle Po
Il progetto ha già ricevuto pieno appoggio a titolo verbale da tutti i rappresentanti delle istituzioni citate.
A carattere generale possiamo dirvi che si tratterà di due giorni di roccia e resina, con area campeggio, music fest, baby climbing, stand e quant'altro riusciremo a mettere in piedi.
Ulteriori aggiornamenti sempre qui sul sito.
Nuove linee a Rastello
Nel frattempo, domenica la nostra bravissima Giorgia Vigliani si è portata a casa un bel 6c sul masso a sx di quello de La Casa. Complimenti Giò!
Report Fontour 2k8
(versione integrale, non corretta dallo Zio!)
Fontainebleau, un anno dopo lo storico primo viaggio societario del vertigo, i nostri eroi sono pronti a ripartire per la meta europea dei sassisti, per lasciare ancora la pelle delle dita e un pezzo di cuore sugli svasoni dei blocchi magici di font.
Mercoledì 19 aprile. Il conto alla rovescia sul sito del Vertigo finalmente è arrivato a zero, le valige sono pronte e nonostante le ostili previsioni meteo l’entusiasmo è alle stelle.
Quest’anno il vertigo team vede tra le sue fila quattro nuovi adepti degni dell’impresa oltre ai soliti “veterani”. Ecco la formazione di quest’anno:
Io (Albi), alias “minchiazziofà”;
Fulvio, alias “lo zio”;
Mattia, alias “eh figa”;
Aurelio, alias “coneglio”(per il suo svelato grande amore per i conigli);
Vibo, alias “gibo”;
Gimbo, alias “vimbo”(un attacco di demenza contagiosa a metà vacanza ha fatto fondere i loro nomi!);
Enrico, alias “l’untore”;
Davide alias “il bimbo”;
E in fine, ma non per importanza, dall’inghilterra col furgone, Emily, alias “la vichinga”, la ragazza più impavida che si conosca, che ha avuto il coraggio di convivere per cinque giorni con otto pazzi (e soprattutto di condividere la stanza con mattia e vibo!).
Partenza ore 6.30 da Alba. Prima tappa Ceresole per caricare Mattia, Gimbo e Aurelio, giochiamo un po’ a tetris con i pad e con le valigie per far stare tutto e con un pizzico di nostalgia per i due grandi assenti, Macio e Fede, partiamo. Ottocento chilometri ci dividono dal nostro parco giochi di fiducia, ma l’entusiasmo, la buona compagnia e qualche birra moretti (per chi non guida) non fanno pesare più di tanto il viaggio, oltretutto quest’anno Vibo si è dotato di due cartelli “divieto di scoreggia” che ci ricordano che non sono gradite le puzzette sul furgone, anche se qualche trasghessore (Mattia) cè. Una nota di merito doverosa a me stesso, che quest’anno, una settimana prima del viaggio, ho iniziato a mangiare riso in bianco per ripulire l’intestino e zittire il mio fondoschiena, vista la pessima fama che mi ero procurato l’anno scorso.
Primo giorno. Dopo una notte passata in un hotel sull’autostrada a pochi chilometri dall’arrivo, raggiungiamo il Formule a Moret (l’hotel più scrauso ma economico del mondo) il nostro campo base, e dopo aver sbrigato i soliti sbattimenti e aver preso posto nelle rispettive stanze siamo pronti a infilare le scarpette e devastarci le dita. Il primo sito che visitiamo è forse il più suggestivo di tutti: cul de chien, appena arrivati ci vuole un attimo per riprendersi dalla visione del panorama spaziale cui ci si trova davanti, sia per chi ci è già stato, sia per chi lo vede per la prima volta, ma superato il piacevole shock iniziale ci mettiamo al lavoro. I blocchi sono proprio come ce li ricordavamo, se non ancora più belli, e il freddo, seppur quasi insopportabile, rende il grip perfetto. Una cosa curiosa che notiamo quest’anno sono le scritte che si trovano su numerosi massi di questo sito, che dicono “stop magnesite”, e atre scritte di qualcuno che non è d’accordo, con tanto di insulti, ma non vogliamo aprire un dibattito in merito in questo report. Ci scaldiamo su gradi facili seppur bellissimi da scalare, Gimbo è in botta di adrenalina e sale su ogni sasso che sia di una spanna più alto di lui! nel tardo pomeriggio ci spostiamo dalla postazione iniziale e ce lo ritroviamo davanti, imponente: il tetto del cul de chien, un 7a classico di Font. Ci ingaggiamo tutti quanti ma il primo a stamparlo è Davide, seguito nell’onda di entusiasmo da Fulvio, ma per gli altri la sfida è rimandata. A fine giornata facciamo ancora una breve incursione nel settore roche sabot, Mattia e Vibo si attaccano su un conto in sospeso lasciato l’altro anno, Emily e Gimbo provano un problema di placca non banale, io per un imprudenza mi prendo una storta alla caviglia, ma niente di serio e gli altri si attaccano su un infimo 6c con partenza in doppio tallonaggio, ma niente da fare, ci vogliono una cena sostanziosa e una bella dormita per riprendere le forze.
Il giorno seguente, al nostro risveglio, il tempo non è dei migliori e piove a intervalli, così ce la prendiamo comoda, in fondo siamo qui anche per rilassarci! Dopo circa un’oretta passata in stato catatonico a guardare le gare di atletica leggera in tv, con un’ interessantissima telecronaca in francese, ci ricordiamo che siamo venuti qui per scalare e iniziamo a muoverci, intanto fuori il tempo inizia a migliorare. Mattia prende il comando del ducatone e dopo una rotonda presa in contromano e un paio di manovre degne dei migliori telefilm polizieschi americani che ci fanno maledire il giorno in cui abbiamo conosciuto sto’ pazzo bergamasco, arriviamo sani e salvi al settore che abbiamo scelto per oggi, L’Elephant. Appena arrivati si capisce subito il perché di questo nome, infatti all’inizio del settore si trova un enorme masso che ha l’aspetto di un grosso mammut pietrificato che sembra dare il benvenuto a chi passi di lì. Tutto il settore è molto bello, i massi hanno delle forme magnifiche e si trovano su una lieve salita sulla sponda di una collinetta. In men che non si dica i pad sono già aperti a terra e le mani sono già bianche, pronte a tritare prese, e quello che doveva essere un pomeriggio di “perlustrazione” si è, in breve, trasformato in un pomeriggio spela dita! Lo zio per oggi è costretto a stare fermo a causa si un fastidioso dolore alla spalla e anch’ io non faccio molto, a causa della lieve storta alla caviglia, ma gli altri si sbizzarriscono e Gimbo, a fine giornata, su un passaggio in lancio, dimentica l’indice e il medio dentro un bidito. Il crack che si sente spaventa tutti, ma fortunatamente non è niente di grave, così, dopo una bella cenetta al ristorante indiano, accompagnata da una abbondante dose di birra, ce ne torniamo a casa tranquilli.
Il terzo giorno è quello che tutti consigliano di prendere come giorno di pausa, quando si fa una vacanza arrampicatoria, ma per i ragazzi del vertigo la parola “pausa” a Font non esiste, così dopo il solito mattino piovoso decidiamo di andare a visitare una palestra in un paese vicino, consigliataci da alcuni locals, ma, sarà perché siamo abituati troppo bene a Pollenzo (una leccatina ogni tanto ci và) la palestra ci sembra un buco di c……ma intanto fuori il cielo si è di nuovo aperto e così senza perdere tempo ci fiondiamo al bas cuvier, il settore a noi più famigliare. E in effetti, appena arrivati, la sensazione di famigliarità che si prova è un po’ come quella che provi quando torni nella tua solita spiaggia a Diano Marina, ad agosto, dopo un anno che non la vedevi, anche se qui i nostri asciugamani sono i crash pad, la nostra crema solare è la magnesite e il nostro mare è fatto di roccia. E non siamo proprio in costume, anzi, fa un freddo bastardo, così iniziamo a scaldare un pò le nostre gomme, fatte di x-grip. A parte Gimbo, che oggi preferisce stare a riposo, tutti gli altri si attaccano a qualcosa. Iniziamo a scaldarci nella piazzetta, lo Zio, Davide ed Emily si attaccano ad un blocco bellissimo di grado sconosciuto e gli altri iniziano a provare a ripetizione la sempre più scivolosa “Marie Rose”, il 6a di riferimento di Font, ma anche quest’anno l’unico che riesce a portarsela a casa (modestamante, lo dico solo per onor di cronaca!) sono io. A fine serata ci spostiamo in quella che qui tutti chiamano “la piazza degli spagnoli” e ci attacchiamo al blocco che è un po’ la croce e delizia di Fulvio, “Corto maltese”, 7a. Dopo due etti di pelle di dita lasciati sullo svasone da prendere al lancio, sono io il primo a stamparlo, seguito da Aure, la “sudisfa” è tanta e la nostra esultanza coinvolge in un applauso tutti gli “spettatori” presenti nella piazzetta. Per Fulvio e gli altri la sfida è rimandata al prossimo anno. E’ di nuovo ora di cena, che per noi ormai si è trasformata nel Mattia show, che con le sue “colnagate” (si chiama Colnago di cognome) ci intrattiene come un giullare fino all’ora della nanna.
L’ultimo giorno pieno, prima della partenza, è sempre un po’ nostalgico, anche se i letti da galera del formule aiutano un pò ad accettare il ritorno a casa. Dopo la solita colazione con la mentalità “riempi la pancia più che puoi, così, poi, spendi meno per il pranzo” siamo pronti a grattare via la poca pelle rimasta sulle dita. Oggi finalmente il tempo è bello, l’anticiclone a spirale del vertigo sembra avere spazzato via tutte le nuvole in cielo. Mattia prende di nuovo in mano il volante (eh.. sì, siamo un po’ sadici!) e decidiamo di ritornare al settore Roche Sabot, dove eravamo stati il primo giorno, e la scelta sembra essere azzeccata, forse anche troppo azzeccata, infatti è difficile concentrarsi per scalare, a causa della grande quantità di f….igliole che si vedono dappertutto! (a proposito, comunicato per la ragazza tedesca che scalava insieme a noi: per favore, puoi ridare gli occhi a Vibo? che deve averli dimenticati sul tuo didietro!). Oggi è il turno di pausa di Aure che ha i soliti cani che gli mordono i gomiti e non riesce a fare molto, gli altri invece sono tutti in gran forma, e ognuno si sceglie la sua gatta da pelare, Matti e Vibo riprovano il solito 6a bastardo che già li aveva impegnati il primo giorno, Emily scala qua e là per tutto il settore, io e Davide attacchiamo di nuovo il 6c con la partenza in doppio tallonaggio e stavolta, appresa la metode, lo stampiamo tutti e due, lo Zio si piazza sotto un 7a che lo impegnerà per tutto il pomeriggio, e Gimbo? Gimbo sparisce misteriosamente per circa quattro ore, nessuno sembra avere notizie di lui, la nostra teoria è che sia stato rapito dagli alieni e che gli abbiano iniettato nel sangue “la tenenza”, perché quando torna, a fine giornata, è di nuovo in botta di adrenalina e trita in sequenza una serie impressionante di blocchi! A fine giornata salta fuori il giochetto, che consiste nel saltare su una placca prendendo la rincorsa e cercare di salirla, (se volete diventare dei buoni scalatori in placca, non fatelo!) quelli che ancora hanno energia in corpo si ingaggiano, gli altri invece si svaccano e li guardano divertiti. Come avrete notato non ho mai menzionato Enrico in questo report, perché in effetti non ha mai arrampicato, come dice lui, è venuto per la compagnia e per staccare un po’ dal lavoro e non ha nessuna voglia di scalare, ma con le sue frecciatine ironiche anche lui contribuisce a tenere alto l’umore del gruppo e quando si parla di andare a mangiare è sempre in prima linea (è veramente una fogna!).
La sera inizia a nevicare, ma noi siamo caldi come boiler, e dopo un’altra abbondante cena, con tanto di cameriera carina, che fa innamorare Enri, decidiamo di andare a terminare la vacanza alla grande e ci infiliamo nella prima discoteca che troviamo, la più scrausa di Francia, con circa trenta persone dentro, ma bastiamo noi a fare casino. Mattia lancia la “cammello dance”, e tutti ci scateniamo in pista fino all’ ora di chiusura, aiutati da una buona dose di cocktail. Arrivati al Formule, la festa non è ancora finita, e dopo un’altra oretta passata a far casino e dire cazzate ce ne andiamo a dormire esausti.
L’ indomani mattina, il risveglio è tragico, nessuno ha voglia di tornare a casa, qualcuno propone addirittura di fermarsi un altro giorno, ma purtroppo dobbiamo partire. Il viaggio di ritorno è caratterizzato dal solito contrasto di emozioni, di tristezza, perché la vacanza è finita e si ritorna alla realtà, a di felicità, per aver trascorso una bellissima vacanza. Eh già, forse noi l’abbiamo trovata la ricetta per una vacanza ideale: nove amici, cinque crash pad, un pizzico di magnesite, lasciare cuocere a fuoco lento per otto ore, possibilmente su un ducato nove posti e servire il tutto caldo, su un mare di sassi, e soprattutto, non lasciare raffreddare mai!
Ciao Font! Ci rivediamo presto!
Albi
Una sera da campioni
Il movimento a spirale del Vertigo quest'anno è riuscito a portare in sala Christian e la sua compagna di vita e di blocchi Stella Marchisio. Forti, eleganti e disponibilissimi, Christian e Stella hanno saputo regalare un po' della loro esperienza di alteti ai tanti soci e amici che hanno preso parte alla serata, trattando i principali punti dell'allenamento, dal fondamentale riscaldamento al lavoro specifico sul pannello, passando per un'inevitabile chiaccherata sui possibili infortuni.
E dopo il botta e risposta dei tanti quesiti che un po' tutti hanno posto agli ospiti d'eccezione, Christian e Stella hanno invitato i partecipanti a infilarsi le scarpette per scalare un po' insieme a loro, dispensando preziosi consigli pratici a tutti.
Una serata davvero importante per la nostra associazione, un momento di gioia condivisa che ha regalato forte emozioni. Con la complicità di Christian e Stella ci auguriamo di poter proporre presto un approfondimento dei temi trattati durante la serata.
E a loro il nostro grazie più grande!
vedi la photogallery della serata (ph. francesco gobino)
Tutti ai Ciciu...
A scuola di tecnica con Christian e Stella
Come avevamo già anticipato, Christian e Stella (3 volte campione del mondo lui e campionessa italiana lei nella specialità boulder) saranno con noi per una serata dedicata alle tecniche di allenamento, privilegiando un approccio pratico alla questione (sul pannello, trave, gullich).
La serata è offerta da Vertigoclimb.com in occasione dei festeggiamenti del suo primo compleanno a tutti i soci Vertigo. I non soci sono i benvenuti dietro pagamento di un piccolo contributo.
Stella Marchisio, in particolare, tratterà gli aspetti dell'allenamento che interessano da vicino le ragazze.
Scarica i curriculum sportivi di Christian e Stella
BraccoBlocco - Aggiornamento
L'evento parte da un'idea della nostra associazione e al momento interessa - a livello di istituzioni - la Comunità Montana Valle Po-Bronda-Infernotto, il Comune di Sanfront e l'Assessorato alla Montagna della Regione Piemonte.
Nell'incontro preliminare, l'assessore alla Montagna Bruna Sibille ha mostrato vivo interesse per l'iniziativa.
Maggiori informazioni nel prossimo periodo.
Bookcrossing al Vertigo
Preferibilmente vorremmo che fossero messi a disposizione testi di montagna (narrativa, libri di relazioni, libri di fotografia) e narrativa di viaggio. Ma non vogliamo limitare la vostra fantasia quindi, portate cosa volete! Purchè sia una bella lettura e non semplice un libro che non vi è piaciuto e che volete così scaricare...
Buon Compleanno Vertigoclimb.com
Raduno di Pasqua a Fontainebleau
Di sicuro per il momento ci sono la data di partenza e arrivo (dal 20 al 24 marzo) e alcune adesioni. Stiamo cercando offerte adeguate per l'alloggio e il trasferimento. Se sei un socio Vertigo e la cosa ti può interessare fatti sentire in palestra. Come per l'anno scorso prevediamo di muoverci con un furgone a noleggio e probabilmente ripeteremo, per chi lo vorrà, anche l'esperienza della gita sociale a Parigi (nessuna responsabilità per il Vertigo...)
Per le info di riferimento sulla Font del blocco, vai su http://bleau.info
Prendila liquida
Una raccomandazione. Agitate bene il flacone prima di versare un paio di gocce di magnesite liquida sul palmo della mano. Sfregate le mani (non troppo, la togliereste) e lasciatele asciugare bene prima di iniziare a scalare (maggior effetto aderente per voi, minor imbrattamento delle povere prese...).
Fateci sapere come va.
Gullich che passione!
Ma se è vero che il pannello paga subito, regalandovi il piacere della scalata senza quasi vedere l'allenamento che state producendo, il pan Gullich dà con il giusto tempo in prospettiva sicuri risultati sul piano della forza pura. Certo, bisogna crederci, essere determinati, farsi una cultura sui tipi di esercizi da fare, capire quando farli e tutta una serie di cose. Alcuni addirittura accendo ceri e incensi prima di iniziare una sezione di Gullich...
Ne parleremo presto in sala anche con Christian Core e Stella Marchisio che saranno nostri ospite fra febbraio e marzo.
Non siamo maestri dell'arte dell'allenamento per cui vi rimandiamo alla letteratura in materia di Gullich, nella speranza che vi venga voglia di provare a sperimentare questo poderoso allenamento. Per chi lo desiderasse sono in consultazione in palestra il volume Jollypower di Alessandro Jolly Lamberti e Train di Andrea Gennari Daneri con la consulenza di Christian Core.